L’accademia degli ingegneri aerospaziali

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Con vista Vesuvio progetteranno le sedute degli aerei. Sono otto, sono ingegneri e sono stati scelti dall’azienda Aviointeriors di Napoli, in collaborazione con l’Università Federico II, per curare uno dei fattori più critici per la buona o cattiva nomea delle compagnie aree. Confortevole, spazioso, avvolgente. Tante le caratteristiche del sedile di un aereo. L’Academy sarà il luogo dove formare nuovi giovani e allo stesso tempo la fonte di nuovi progetti. Il periodo dei ragazzi in stage, che la crescita del fatturato può trasformare in posizioni stabili, trascorrerà tra Latina, sede dell’attività produttiva, e Napoli, dove faranno ricerca nell’aula studi a loro dedicata e che affaccia sul Golfo «perché siamo certi che per creare si debba guardare qualcosa di bello», spiega Simone D’Auria, responsabile risorse umane dell’azienda. Per creare il prodotto servono ingegneria meccanica e aeronautica, conoscenza delle normative, progettazione in 2D e 3D.

«La parte ingegneristica è il cuore pulsante della vita di Aviointeriors. Per questo abbiamo voluto una formazione interna all’azienda. L’affiancamento combacia con l’attività produttiva già in programma. Abbiamo bisogno che gli otto giovani passino dall’avere le competenze alle conoscenze, al saper fare. È un esperimento che a scadenza annuale vorremmo replicare».

50 i curricula che l’università ha segnalato alle risorse umane, 30 i colloqui effettuati, 8 i nuovi inserimenti. Vincenzo Francese ha 29 anni, Andrea Sant’Angelo ne ha 30. Sono amici da molto tempo e si sono trovati al termine della selezione assieme. Entrambi hanno alle spalle un breve trascorso accademico dopo la laurea. Poi per Vincenzo è iniziata la ricerca del lavoro a dicembre 2016 e già a gennaio la proposta di presentarsi a Aviointeriors. A mezz’ora da casa sua. Una distanza che ormai fa notizia se si pensa al numero senza proporzioni di giovani del Sud che si trasferiscono in Italia o fuori per un impiego. Andrea aggiunge che è una grande possibilità continuare a studiare. «Un approccio diverso da quello teorico universitario che lascia spazio a una valenza pratica in fabbrica». Laureato nel 2014, ha frequentato un master in aerospaziale. Alla fine del periodo di formazione, per cinque mesi ha inviato curricula e poi la chiamata: «era un’occasione da cogliere».

Aviointeriors è in espansione. Sono cambiati gli assi della distribuzione. Se prima i grandi clienti erano europei e nord americani, ora gli ordini più importanti arrivano dagli Emirati Arabi, dalla Russia e dall’Asia. Una continua evoluzione che ha sempre l’occhio rivolto alle esigenze dei passeggeri la cui valutazione può far crollare o salire un titolo in borsa. E gli interni attirano la maggior parte dei giudizi. Aviointeriors non è la prima azienda del settore con cui sono entrati in contatto gli ingegneri.

Il loro corso di laurea prevedeva la visita alle molte aziende del distretto campano che vanta un’eccellenza aeronautica. Chi produce veicoli, chi interni, chi componentistica. 8.500 dipendenti in 30 aziende, di grande e media dimensione, per un fatturato di 1,6 miliardi di euro, pari a un quarto del totale nazionale. Il Dac, distretto aerospaziale della Campania, è l’unico distretto italiano ad aver ottenuto il riconoscimento della Commissione Europea sui cluster tecnologici. Un tessuto produttivo di alta qualità in un contesto sociale affamato di lavoro. «Come azienda puntiamo a ridare ricchezza al nostro territorio senza rimanere ancorati alla provincia», chiude Simone. Non resta che accendere i motori e decollare.

Articolo apparso sul blog del Corriere della Sera, La Nuvola del Lavoro 

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